Estratto di “Fai bei sogni” di Massimo Gramellini

Dalla Presentazione:
«Preferiamo ignorarla, la verità. Per non soffrire. Per non guarire. Perché altrimenti diventeremmo quello che abbiamo paura di essere: completamente vivi.»

Fai bei sogni è dedicato a quelli che nella vita hanno perso qualcosa. Un amore, un lavoro, un tesoro. E rifiutandosi di accettare la realtà, finiscono per smarrire se stessi

Dal Libro:
Molto più importante di quello che sappiamo o non sappiamo è quello che non vogliamo sapere – Eric Hoffer

Dalle loro facce perplesse avevo ricevuto il primo responso esistenziale: la pittura non sarebbe mai stata il mio talento. Il mondo che avevo dentro avrei dovuto cercare di disegnarlo con le parole.

Non essere amati è una sofferenza grande, però non la più grande. La più grande è non essere amati più.

Chi è stato abbandonato si considera assaggiato e sputato come una caramella cattiva. Colpevole di qualcosa di indefinito.

Certe domande mi facevano paura. O forse mi spaventavano più le risposte.

come se fossi stato un peluche caduto in una pozzanghera: stando attente a non sporcarsi troppo.

Nascondevo la mia disperazione dietro una maschera d’orgoglio, ispirata all’epica paterna dell’eroe solitario che sa bastare a se stesso.

Non ho mai sopportato chi si piange addosso. Io non piangevo nemmeno di notte

<< I se sono i marchi dei falliti! Nella vita si diventa grandi nonostante >>

Di punto in bianco non mi importò più di essere il Vero Me. Mi sarebbe bastato diventare qualcuno. Meglio se qualcun altro.

Dovevo agire, però. I mostri del cuore si alimentano con l’inazione. Non sono le sconfitte a ingrandirli, ma le rinunce.

Uscii di prigione e mi riaffacciai all’università con un trenta e lode in Procedura penale. Mancavano sei esami alla laurea e per completare la rimonta chiesi aiuto ai vecchi compagni. Ma erano già alla vigilia della tesi, non potevano tornare indietro a prendermi.

Mi barricai di nuovo in casa, compilando programmi di studio che aggiornavo di ora in ora. Ma il lavoro solitario su materie così lontane dai miei interessi mi ricordava di continuo come la mia vita fosse diventata una conseguenza inesorabile di scelte difensive.

Un po’ alla volta spostai i libri di studio sui bordi della scrivania e li sostituii con i manuali di autostima.
[…]
Di ciascun volume sottolineavo le frasi più importanti con l’evidenziatore. Ma le frasi evidenziate si moltiplicavano a ogni lettura e alla fine mi ritrovai a maneggiare dei libri completamente pitturati d’arancione*

Se un sogno è il tuo sogno, quello per cui sei venuto al mondo, puoi passare la vita a nasconderlo dietro una nuvola di scetticismo, ma non riuscirai mai a liberartene. Continuerà a mandarti dei segnali disperati, come la noia e l’assenza di entusiasmo, confidando nella tua ribellione.

Le donne non si conquistano con le corde vocali, ma con gli orecchi. Noi maschi sprechiamo tempo a rintronarle di battute memorabili quando l’unica cosa che ci chiedono è di prestare attenzione ai loro pensieri

Le lacrime scendevano lentamente, come da un rubinetto chiuso male

Ho cercato di cambiare la mia vita senza cambiare me

Miserabili di Victor Hugo […]
<<Ce n’est rien de mourir. C’est affreux de ne pas vivre >>.
E’ nulla il morire. Spaventoso è non vivere

Non è poi così vero che si desidera ciò che non si è mai avuto. Quando si sta male, si preferisce ciò che ci appartiene da sempre.

Prendevo fuoco con la stessa rapidità con cui mi spegnevo.

Le operazioni di sganciamento erano complicate dalla costanza delle vittime, che non riuscivano a capacitarsi delle mie capriole emotive. Mi comportavo come quei maschi che, non avendo la forza di staccarsi dalla donna che non desiderano più, si lasciano scivolare ai margini della relazione con l’aria di esserne sospinti da lei.

Dopo due anni di figure infami, decisi di tenermi alla larga da tutte per non rovinare la vita a nessuna. L’astinenza volontaria mi rafforzò.

Nei gesti di una coppia che nasce si può leggere la sua missione. Elisa era entrata nella mia vita per cambiarne il menù. Non era altrettanto chiaro cosa fossi venuto a combinare io nella sua. Forse a donarle un po’ di leggerezza.

<< E la vita? >>
<< Mi fa paura l’idea di sprecarla. Se la morte è un viaggio, immagino che la vita sia il prezzo del biglietto. >>

Non si accontenta di pattinare su una bella frase. Voleva trascinarmi a fondo.

Coltivava con puntiglio la sua solitudine e passava giornate intere a osservare un punto indefinito dello spazio.

Noi siamo qui per prepararci. Però non ci troviamo tutto allo stesso livello. Alcuni sono più avanti col programma e hanno bisogno di meno tempo per prendere il tagliando e spiccare il volo.

Io sono uno specialista del Dopo e conosco tutti i trucchi per trasformarlo in Mai.

Pur di non fare i conti con la realtà preferiamo convivere con la finzione, spacciando per autentiche le ricostruzioni ritoccate o distorte su cui basiamo la nostra visione del mondo.

Molte frasi attribuite ai personaggi storici sono state inventate dai loro biografi. Eppure le citiamo con convinzione. Per rassicurarci nei nostri pregiudizi, leggiamo e ascoltiamo solo chi già la pensa come noi. E ci lasciamo cullare la mente da storie fasulle e versioni tranquillizzanti, interpretando la realtà in forma mitica e i miti in forma letterale.

L’intuizione ci rivela di continuo chi siamo. Ma restiamo insensibili alla voce degli dei, coprendola con il ticchettio dei pensieri e il frastuono delle emozioni. Preferiamo ignorarla, la verità. Per non soffrire. Per non guarire. Perché altrimenti diventeremmo quello che abbiamo paura di essere. Completamente vivi.

aveva ripreso il cammino. Inciampando in troppe buche e sbagliando itinerari, scarpe, compagni di viaggio. Ma in qualche modo era riuscito a mettermi in salvo.

Il titolo cerca sempre di spremere il succo di una notizia.

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